Sulle ONG parlano i fatti e non le opinioni

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Con un’interpellanza urgente ho chiesto al ministro Alfano quali siano gli elementi che lo hanno indotto a esporre sé stesso e la Farnesina su posizioni che hanno messo in dubbio la genuinità e la legittimità del lavoro delle Ong nel salvare la vita di migliaia di persone. In sua vece, ha risposto questa mattina nell’Aula di Montecitorio il viceministro Mario Giro, facendo emergere la necessità di alcuni approfondimenti, da non confondere con la polemica politica, ed escludendo che il ministro Alfano abbia inteso criticare l’impegno di salvataggio che resta un vanto nazionale.

Potete seguire nel video che trovate sotto, lo svolgimento dell’interpellanza, del cui esito possiamo dirci soddisfatti, se è servita a fare chiarezza sulla posizione della Farnesina e a sgonfiare le polemiche a vantaggio della verità, della giustizia e dell’impegno umanitario.

Il Governo fa bene a sostenere tutte le iniziative, giudiziarie e parlamentari, volte all’accertamento della verità sulle operazioni di salvataggio dei migranti da parte delle ONG nel Golfo di Sicilia. Proprio nell’interesse dei numerosi volontari che con generosità sono impegnati sulle navi di soccorso è necessario fare chiarezza, per dimostrare in modo ineluttabile la genuinità delle loro attività umanitarie. Occorre invece respingere con forza l’uso politico e strumentale delle indagini, che si è ormai tradotto in una campagna d’odio contro le ONG che ha già prodotto effetti tragici e distorti, come si è visto ieri con l’attacco neofascista alla sede italiana dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Alcune forze politiche, M5S e Lega Nord in testa, hanno cinicamente gonfiato fonti inattendibili e ipotesi non comprovate per costruire nemici artificiali e per speculare, ancora una volta, su una gravissima crisi umanitaria. Bisogna distinguere i fatti dalle opinioni, e il Governo ha l’onere di porre un argine a questo cinismo. Nell’interesse della verità, della giustizia e dell’onore dell’Italia che, con la Guardia costiera, la Marina militare e con il contributo delle ONG, è in prima linea per salvare migliaia di vite umane nel Mediterraneo.