Siria: serve più Unione Europea per vincere l’immobilismo

Se confermate, le notizie relative all’attacco chimico a Idlib in Siria sarebbero agghiaccianti. Nuovamente un crimine contro l’umanità in Siria, che colpisce i civili, tra cui con crudeltà estrema molti bambini.

Da troppo tempo la vicenda siriana vista dall’Occidente si trascina in una difficoltà di affrontare la situazione che si è tradotta nell’inazione. Non abbiamo dimenticato gli episodi di Ghuta dell’agosto 2013, ma appena alcune settimane fa, non abbiamo saputo fare altro che guardare inermi le immagini dei civili in fuga da Aleppo senza vincere quello stesso immobilismo. Questo atteggiamento ha lasciato spazio a iniziative spregiudicate e ciniche da parte di chi, a partire dallo stesso governo di Assad, non ha certamente lavorato nell’interesse esclusivo della pace e che non ha saputo innanzitutto adempiere alla responsabilità di proteggere il popolo siriano.

Oggi, le notizie atroci che arrivano da Idlib sollecitano urgentemente una presenza europea che con una voce forte e univoca riesca a tracciare un percorso che porti al più presto alla fine della guerra civile, tutelando i civili, le vere vittime del conflitto. Un percorso che prema anzitutto per il deferimento alla Corte penale internazionale dei responsabili di tutti i crimini contro l’umanità commessi nel conflitto siriano, Senza il quale non sarà possibile prevenire altri crimini contro l’umanità.

Di seguito il mio intervento in aula a fine seduta, martedì 4 aprile.