L’impegno dell’Italia nella prevenzione delle crisi in Africa

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Nella mia intervista al Corriere online, ho parlato della necessità di operare attraverso gli strumenti della mediazione, dell’aiuto umanitario, della cooperazione allo sviluppo e del contrasto al cambiamento climatico. Con l’effetto collaterale positivo di neutralizzare chi strumentalizza cinicamente il dibattito sulle migrazioni.

La crisi delle migrazioni è un campanello d’allarme che ha reso evidente che l’Africa è la profondità strategica della politica estera italiana. L’Italia ha saputo reagire. Mai come in questi anni, la nostra politica estera ha guardato all’Africa come orizzonte imprescindibile del nostro interesse nazionale. Mai come in questi anni, l’Italia si è resa protagonista di un attento e costante dialogo con i paesi africani, per affrontare insieme le grandi sfide globali, che vanno dal contrasto al traffico di esseri umani, al cambiamento climatico, dai conflitti e il terrorismo, alla povertà.

Quello che invece dobbiamo evitare è che la crisi dei migranti assorba tutte le energie, trascinandoci in un dibattito quotidiano vizioso che, soprattutto in questi giorni alla soglia dell’estate, offuschi la nostra capacità di prevenire le crisi e di intervenire sulle radici strutturali delle migrazioni. Il surreale dibattito sulle Ong definite furbescamente «taxi del mare» dal vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio e da altri esponenti politici di destra, è un caso emblematico in questo senso. Sono parole vigorose quanto vuote. Pronunciate da chi è confuso e con l’unico intento di generare confusione…

Per leggere il resto dell’intervista, visitate il sito Corriere.it.