Il mio incontro con il parlamentare curdo Faysal Sariyildiz.

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Ho incontrato il parlamentare curdo Faysal Sariyildiz, eletto con l’Halkların Demokratik Partisi – HDP al parlamento turco. Dopo 5 anni di carcere per motivi politici, ha scelto di restare tra la sua gente a Cizre durante gli oltre due mesi di assedio, e adesso sta girando l’Europa per raccontare di come sia improvvisamente franato il dialogo nazionale sul Kurdistan e della situazione nella regione. “In 79 giorni di assedio” racconta Faysal nell’intervista al Corriere “sono morte 259 persone: 177 di loro sono state bruciate vive dalle forze governative mentre erano nascoste nei rifugi sotterranei. Tra di loro universitari, giornalisti, politici, attivisti.” Pochi giorni fa ha incontrato a Ginevra il Consiglio Onu per i diritti umani cui chiede  un’indagine internazionale che accerti i crimini contro l’umanità compiuti contro i curdi. Ne ha raccolto le prove video e fotografiche.

Ora, dopo la cancellazione dell’immunità decisa poche settimane fa, rischia di nuovo il carcere. Faysal è il primo parlamentare che incontro (e in questi anni ho visto delegazioni provenienti da paesi complicati) che teme, se tornasse in Turchia, di venire arrestato per le sue opinioni e il suo lavoro di testimonianza sulla condizione dei curdi nel suo paese. Questo lo stato di cose in Turchia oggi: i parlamentari, eletti legittimamente, che temono di essere arrestati dal governo.

 

Cizre