Il mio 8 marzo, alzando lo sguardo verso il mondo

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Anche quando sono a Roma a fare il mio lavoro in Parlamento, la politica internazionale è quotidianamente all’ordine del giorno: ci sono i lavori in commissione Esteri, anzitutto, e poi capita spesso di ricevere visite istituzionali o da altri Paesi o a volte anche da altri continenti, con interessanti ospiti che vengono a portarci la loro esperienza o il loro punto di vista nel quadro di conferenze, audizioni o incontri bilaterali.

In questi ultimi quattro anni però, raramente mi è capitato di vivere una giornata così densa di appuntamenti e impegni che riguardano la nostra politica estera ed europea. Questa mattina abbiamo approvato in Assemblea il provvedimento sulla presenza italiana nelle missioni internazionali per l’anno 2017. Si tratta del principale provvedimento sui temi della pace e sicurezza internazionale per il nostro Paese. Sono intervenuta per la dichiarazione di voto del gruppo PD dicendo che l’Italia può rivendicare con orgoglio il nostro impegno militare in vari teatri di crisi. Siamo i primi contributori tra i paesi occidentali di truppe per le missioni di pace delle Nazioni Unite e i secondi finanziatori; siamo i primi contributori alle missioni dell’Unione europea. Ma non è questo governo, o il precedente ad assumersene i meriti. È l’Italia, nella continuità degli impegni dei suoi governi, con il lavoro e l’autorizzazione del Parlamento.

Ma oggi è l’8 marzo. Così, subito dopo le votazioni della mattina, ho incontrato insieme alla vice-presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, una delegazione di giovani volontari di ONE che ci hanno presentato la loro campagna internazionale #PovertyIsSexist. Abbiamo sottoscritto il loro appello ai grandi leader del mondo per sostenere e garantire il diritto delle bambine, di tutte le bambine, ad andare a scuola e all’istruzione.

Alle due è cominciata l’audizione del Parlamento italiano dell’Alto Rappresentante UE Federica Mogherini, che ci ha presentato il lavoro che ha fatto e che resta da fare per rafforzare l’UE sulla scena internazionale e per fare in modo che l’Europa sia sempre di più protagonista di stabilità e di sviluppo. Ho molto apprezzato il suo intervento. Ed è stato bello, proprio oggi, rivedere Federica al Parlamento italiano, dove con il suo lavoro si è costruita negli anni le competenze e le capacità che hanno fatto sì che oggi parlasse nella veste della più alta carica della politica estera e di sicurezza dell’Unione europea.

Nel corso dell’audizione sono intervenuta per chiedere a Federica Mogherini di continuare a lavorare, affinché l’Unione europea sia un attore che difenda il dialogo e la gestione multilaterale delle tante crisi che infiammano diverse aree del mondo. Sono tempi in cui l’unilateralismo, la chiusura e la paura rischiano di vincere sull’apertura al dialogo e la ricerca di soluzioni condivise. L’Unione europea deve crescere e affermarsi in modo solido per guidare i processi nell’interesse della pace e della stabilità.

Prima ancora che finisse l’audizione, purtroppo, sono dovuta tornare in aula, perché con il collega Giuseppe Romanini abbiamo illustrato un’interrogazione al ministro degli Esteri Alfano. Un’interrogazione che nasce dalla nostra recente visita nel Kurdistan iracheno. Abbiamo chiesto che nel contesto della liberazione di Mosul e di una progressiva stabilizzazione del territorio iracheno, per cui l’Italia offre un contributo importante, il processo di pace includa il rafforzamento degli interventi di cooperazione come presupposto per una sicurezza duratura. Siamo rimasti soddisfatti dall’impegno assunto dal ministro Alfano di rafforzare gli interventi di assistenza e di sostegno alle minoranze vittime delle offensive e di sensibilizzare in questo senso anche i nostri partner della Coalizione internazionale.

Subito dopo, di nuovo Europa, con il dibattito parlamentare, alla presenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, sul Consiglio europeo di domani. Un’occasione per affermare che il PD apprezza i passi realizzati recentemente nella Difesa comune, come ci aveva ricordato poco prima l’Alto Rappresentante Federica Mogherini, e che l’Italia ci tiene all’Europa. Se si va verso un’Europa a due velocità, l’Italia può essere protagonista, nella tradizione della sua storia e coerentemente con quanto fatto in questi anni.

Ecco. Una giornata intensa, ma è più facile non sentire la fatica quando ci si confronta con delle questioni che ci interessano e ci appassionano davvero molto.

E sono ancora in tempo… Buon 8 marzo a tutte (e a tutti!)