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L’Africa ora teme il ritorno a casa dei mercenari

Se per l’Occidente la preoccupazione maggiore della caduta del regime libico è il petrolio per il resto d’Africa sono invece i mercenari che Gheddafi aveva reclutato. I governi di Mali, Niger e Chad temono che i mercenari cercheranno ora di tornare a casa. Armati e senza prospettive. La paura non è tanto per il destino di questi uomini, quanto per il loro ritorno in paesi già scossi da rivolte interne. A cui ora si è aggiunto il movimento Al-Qaida in the Islamic Maghreb, fra i più pericolosi della galassia di Al-Qaida.

Il neonato Sud Sudan sembra già uno stato fallito

Nasce nudo e vulnerabile, un abitante su due vive con meno di un dollaro al giorno, un bambino su due va a scuola e il 48% dei più piccoli è malnutrito. Solo 40 i chilometri di strade asfaltate e il petrolio rischia di rivelarsi solo un ostacolo al processo di industrializzazione del Paese africano.

Sarkozy in Africa impone l’anarchia

Oltre che in Libia, la Francia è intervenuta militarmente anche in Costa d’Avorio, sua ex colonia sull’orlo della guerra civile da cui stanno scappando migliaia di profughi. Dopo le elezioni presidenziali di novembre il Paese è rimasto bloccato in una contesa fra i due candidati che si sono dichiarati entrambe presidente. Parigi ha deciso di muoversi a fianco di uno dei due contendenti.